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ECOGRAFIA INTERVENTISTICA MININVASIVA


MEDICI:
Dr. Giulio Pasquotti, specialista in Radiologia

Ecografia

L'ecografia è ormai diffusamente utilizzata in ambito muscolo-scheletrico per iniezioni, aspirazioni e biopsie pressoché in tutti i distretti corporei.
La guida ecografica, soprattutto nel caso di strutture piccole o profonde, permette di effettuare iniezioni con un'elevatissima precisione senza ricorrere a radiazioni ionizzanti. Inoltre consente di visualizzare le strutture più delicate, come ad esempio i vasi sanguigni, permettendo di evitarle durante l'iniezione.

Il Servizio di Ecografia interventistica muscoloscheletrica mininvasiva eroga prestazioni di:
Alcune delle più frequenti condizioni trattate sono:
INFILTRAZIONI

La terapia infiltrativa può essere distinta in intra-articolare ed extra-articolare.
Nel primo caso lo scopo è quello di introdurre direttamente delle sostanze antiinfiammatorie, lubrificanti o fattori di crescita nelle articolazioni; nel secondo caso sostanze antiinfiammatorie o fattori di crescita vengono somministrati, ad esempio, all'interno di una borsa o di un tendine, o in prossimità di una cisti parameniscale o di un nervo periferico infiammato.
A seconda delle necessità cliniche possono essere necessari alcuni cicli di infiltrazioni al fine di ottenere l'effetto terapeutico.

Cortisonici
Le infiltrazioni con cortisonici hanno un grande effetto antinfiammatorio e antidolorifico. Controindicazioni relative all'utilizzo del cortisone sono il glaucoma, severa ipertensione arteriosa e diabete mellito. Nonostante alcuni lati negativi (in particolare possibilità di indebolire le strutture tendinee) le infiltrazioni con cortisone rimangono altamente efficaci e talvolta costituiscono un'opzione terapeutica irrinunciabile.

Acido Ialuronico
L'acido ialuronico è un componente fondamentale della cartilagine articolare e ha la capacità di legare molte molecole di acqua. Le infiltrazioni con acido ialuronico, grazie alla viscosità del fluido iniettato, hanno un elevato effetto lubrificante e di ammortizzatore delle sollecitazioni meccaniche, nonché un discreto effetto antiinfiammatorio ed analgesico.
L'acido ialuronico non è nocivo per i componenti articolari (anzi protettivo) e non ha controindicazioni particolari. Questa terapia è indicata per l'artrosi, per la quale è efficace soprattutto in fase iniziale ed intermedia. Più la malattia sarà avanzata maggiore sarà il rischio di scarso effetto della terapia intrarticolare, con indicazione all'intervento chirurgico.
Controindicazioni di massima sono presenza di articolazioni infette o fortemente infiammate (utile in questo secondo caso una preliminare infiltrazione con corticosteroidi); coesistenza di malattie della pelle o infezioni in prossimità del sito d'iniezione; pazienti con accertata sensibilità all'acido ialuronico ed ai relativi composti.


TRATTAMENTO DI CALCIFICAZIONI INTRATENDINEE

Le calcificazioni intratendinee sono causate dal deposito spontaneo di cristalli di idrossipatite nei tendini, che causano infiammazione.
La tendinopatia calcifica di spalla è la più frequente di queste condizioni, più spesso a carico del tendine del sovraspinato. Causa dolore ricorrente che può durare mesi o anni, e che può essere molto invalidante sia nei movimenti che la notte. A volte il dolore è talmente acuto da portare il paziente al Pronto Soccorso.
L'approccio terapeutico alternativo al trattamento eco-guidato si basa prevalentemente sulle onde d'urto, che promuovono il riassorbimento spontaneo delle calcificazioni da parte dell'organismo previa frammentazione (riassorbimento che avviene tuttavia tramite infiammazione, e pertanto spesso è doloroso), e sul trattamento chirurgico artroscopico, piuttosto invasivo e che si riserva ai pazienti, in genere meno del 10%, che abbiano sintomi progressivi ed invalidanti nonostante la terapia conservativa.

Il trattamento percutaneo ecoguidato è una procedura terapeutica che consente l'immediata ed in genere completa rimozione delle calcificazioni con un intervento ambulatoriale, in anestesia locale.
Il paziente viene disteso sul lettino, si procede ad un'accurata disinfezione in condizioni di stretta sterilità e si pratica un'anestesia locale con Lidocaina. Successivamente, sotto continuo controllo ecografico, si posizionano uno o due aghi all'interno della calcificazione e si eseguono numerosi "lavaggi" con soluzione fisiologica. Il liquido introdotto a pressione dagli aghi viene riaspirato portando con sè i cristalli di calcio che costituiscono la calcificazione. Si ripete l'operazione fino alla rimozione pressoché totale della calcificazione stessa, e si procede quindi ad iniezione di corticosteroide mirata dentro la borsa subacromion-deltoidea, struttura posta subito al di sopra del tendine, che viene infiammata dalle calcificazioni ed è ricca di terminazioni nervose per il dolore.
Al termine del trattamento il paziente deve rimanere circa 30 minuti in osservazione nella sala d'attesa. Per almeno i sette giorni successivi è raccomandato il riposo dell'arto, senza tuttavia immobilizzazione, per poi riprendere le abituali attività quotidiane.
È raccomandato sottoporsi nelle settimane successive a fisioterapia specifica, al fine di recuperare la corretta motilità della spalla.
Nonostante le calcificazioni in genere non si riformino più una volta aspirate, è possibile che a distanza di 2-3 mesi dal trattamento si ripresenti una sintomatologia simile, seppur in genere meno acuta, dovuta al persistere dell'infiammazione della borsa subacromion-deltoidea (borsite cronica). In questo caso è indicata l'esecuzione di una infiltrazione della borsa stessa, con corticosteroide, procedura molto rapida ed in genere associata ad immediato beneficio clinico.


TRATTAMENTO DI CISTI GANGLIARI PERIARTICOLARI E CISTI DI BAKER

La capacità dell'ecografia di guidare l'ago in modo da raggiungere anche minime raccolte fluide ed allo stesso tempo evitare strutture critiche adiacenti in tempo reale è essenziale per questo tipo di trattamento.
Le cisti gangliari sono la causa più comune di masse a livello del polso, ma possono formarsi anche in altri distretti. Consistono di raccolte di gel mucinoso a localizzazione prevalentemente peri-articolare. La maggior parte sono asintomatiche e non richiedono alcun trattamento, anzi possono risolversi spontaneamente. In altri casi invece danno sintomi, soprattutto dolore, e necessitano di rimozione.
L'alternativa alla chirurgia è l'aspirazione eco-guidata del fluido per mezzo di un ago sottile, eventualmente con infiltrazione di corticosteroide, successivamente, nel colletto che la connette all'articolazione.


INFILTRAZIONE/ALCOLIZZAZIONE DI NEUROMI DI MORTON

Il neuroma di Morton è una frequente patologia degenerativa dei nervi intermetatarsali plantari, che causa dolore e difficoltà nella deambulazione.
Il trattamento consiste in una procedura di infiltrazione di corticosteroidi o in una sclero-alcolizzazione, eseguita sotto guida ecografica, ovvero iniezione con ago sottile di una miscela di alcool e anestetico nello spazio metatarsale interessato, cranialmente al neuroma. L'alcool causa disidratazione, necrosi e precipitazione cellulare nel nervo, inducendo così neurolisi chimica ed analgesia.
I trattamenti possono essere ripetuti più volte, ad intervalli di 15 giorni, fino ad ottenere una riduzione del dolore e un miglioramento nella deambulazione. È una procedura che può essere dolorosa ma che non presenta particolari complicanze.